<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<title>SaluteNaturale</title>
	<subtitle type="html">
		 ...verso una salute globale
	</subtitle>

	<link rel="alternate" type="text/html" href="http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it"/>

  <id>http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it</id>
  <generator uri="http://www.ilcannocchiale.it/" version="1.0">Glamware 2.0</generator>
  <author>
    <name></name>
    <uri>http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it</uri>
  </author>
  <updated>2007-11-24T19:39:52Z</updated>

    
      <entry>

        <title type="html"><![CDATA[PREZZO, QUALITÀ E SALUTE]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font color="#ff0000" size="2">
<em>
<font face="Arial">
<strong>
-- DOLCE NATALE --
</strong>
<br>
Ispirato ai principi del libro "
<a href="http://www.ricerchedivita.it/nostrepubblicazionisaluteglobale.htm" target="_blank">
Verso una salute globale
</a>
", Dolce Natale è un corso pratico e teorico di cucina naturale, riservato a 12 partecipanti. Per stupire i vostri ospiti con piatti deliziosi ma salutari! Pasta fresca, pane e focacce, salse, dolci come torte, biscotti, budini e creme, tutto preparato con le vostre mani!
<br>
<br>
<strong>
- 8 e 9 dicembre a Faedis (Udine) 
<a href="mailto:ricerchedivita@hotmail.com">
<br>
</a></strong>
</font>
</em>
</font>
<font color="#ff0000" size="2">
<em>
<font face="Arial">
Sabato 8 dicembre: primi e secondi piatti
<br>
Domenica 9 dicembre: dolci e dessert
<br>
</font>
</em>
</font>
<font color="#ff0000" size="2">
<em>
<font face="Arial">
<strong>
<br>
- info e prenotazioni: 
</strong></font></em></font><font color="#ff0000" size="2"><em><font face="Arial"><strong><a href="mailto:ricerchedivita@hotmail.com">
ricerchedivita@hotmail.com
</a>
</strong>
</font>
<strong>
<br>
<br><br><br>
</strong>
</em>
</font>
<p align="justify">



</p><p class="MsoTitle"><span style="font-size: 18pt;"><font size="4"><strong>PREZZO, QUALITÀ E SALUTE</strong></font><o:p></o:p></span></p>

<p align="justify"><font size="2"><br></font></p><p align="justify"><font size="2">
Gli slogan pubblicitari delle aziende produttrici o dei negozi si riferiscono spesso ai propri prodotti promuovendo l’idea che sia possibile avere un bene di qualità ad un prezzo contenuto; è facile ad esempio trovare nei supermercati messaggi promozionali del tipo: “Leader della qualità e del prezzo”.
</font>


</p><div align="justify">


<font size="2">
</font>


</div><p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;" align="justify">
<font color="#ff0000" size="2">




</font>
</p><div align="justify">


<font size="2">
</font>


</div><p align="justify">


<font size="2">
In parole semplici, questi messaggi vogliono dirci che è possibile ottenere una condizione ottimale dove la qualità del prodotto è ottenibile con costi bassi.
</font>


</p><div align="justify">


<font size="2">
</font>


</div><p align="justify">


<font size="2">
</font>


</p><div align="justify">


<font size="2">
</font>


</div><p align="justify">


<font size="2">
Osserviamo il seguente schema:
</font>


</p><div align="justify">


<font size="2">
</font><br><font size="2">
</font><img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/53228/prezzoqualquant.gif"><br><font size="2">
</font><br><font size="2">
</font>


</div><p align="justify">


<font size="2">
La prima considerazione che emerge chiaramente osservando la parte sinistra del grafico è che man mano che diminuisce il prezzo di un prodotto, la qualità si abbassa, ossia, detto in altre parole, non è possibile ottenere un prodotto di qualità riducendo i costi; semmai, è vero il contrario: per avere la qualità, occorre pagarla.
</font>


</p><div align="justify">


<font size="2">
</font>


</div><p align="justify">


<font size="2">
</font>


</p><div align="justify">


<font size="2">
</font>


</div><p align="justify">


<font size="2">
Esistono alcune eccezioni, ma sono marginali. I processi produttivi migliorano con l’esperienza, per cui in effetti nel tempo è possibile avere una riduzione dei costi, legata soprattutto ad un aumento della quantità venduta. Per fare solo un esempio, una parabola satellitaria costava diverse migliaia di euro circa 15 anni fa, quando oggi è possibile acquistarla con poche centinaia di euro. 
</font>


</p><div align="justify">
<font size="2">




</font>
</div><p align="justify">
<font size="2">


Allo stesso modo, a volte il prezzo pagato comprende costi elevati non legati alla produzione, come quelli pubblicitari, per cui è possibile trovare un prodotto analogo migliore a costi più bassi attraverso un’industria che non investe in pubblicità; ne sono un esempio le cosiddette “sottomarche”.


</font>
</p><div align="justify">






</div><p align="justify">
<font size="2">


Comunque, nella maggior parte dei casi, un prodotto di qualità prevede costi ed investimenti elevati. In campo alimentare ad esempio, l’utilizzo di ingredienti di qualità incide notevolmente sul prezzo del prodotto finito.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">




</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Una seconda considerazione (parte destra del grafico) riguarda la relazione tra quantità e qualità. Dallo schema precedente si osserva come all’aumentare della quantità prodotta, diminuisca la qualità. Questa relazione è dovuta al fatto che più si produce, meno è possibile seguire con attenzione ogni singolo pezzo.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


In termini pratici ciò si traduce nella considerazione che le grandi industrie difficilmente possono ottenere prodotti di elevata qualità. Ancora una volta gli slogan pubblicitari possono trarre in inganno con messaggi del tipo: “Fatto come una volta…”, “buono come solo la natura sa produrre…”, quando in realtà questi beni vengono prodotti in grandi stabilimenti che di naturale non hanno quasi nulla.


</font>
</p><div align="justify">






</div><p align="justify">
<font size="2">




</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">

</p><div align="justify">
<font size="2">




</font>
</div><p align="justify">
<font size="2">


Veniamo ora all’aspetto che ci è più caro: la salute. 


</font>
</p><div align="justify">
<font size="2">




</font>
</div><p align="justify">
<font size="2">


Non ci sono dubbi che essa sia legata indissolubilmente all’aspetto qualitativo. Potremmo quasi dire che salute e qualità sono sinonimi.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Perché? Perché nella maggior parte dei casi un prodotto salutare richiede componenti e processi produttivi di qualità superiore e molto costosi. Ad esempio, un conto è essiccare della frutta in pochi minuti con i gas, un conto e lasciarla al sole per tanti giorni, sotto stretta osservazione… Allo stesso modo, un contenitore in plastica costa notevolmente meno di uno equivalente in vetro.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">

</p><div align="justify">
<font size="2">




</font>
</div><p align="justify">
<font size="2">


Osserviamo il seguente schema:


</font>
</p><div align="justify">
<img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/53228/prezzosalqual.gif"><br>
<br>
</div><p align="justify">
<font size="2">


Risulta evidente che per ottenere un prodotto salutare e di qualità i costi lieviteranno decisamente.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Esistono ovviamente delle eccezioni, nel senso che a volte miglioramenti qualitativi non si traducono in salute: ad esempio, un modello più recente di cellulare con maggiori funzioni e una migliore qualità di ascolto significa l’uso di onde più potenti e quindi più dannose.


</font>
</p><div align="justify">
<font size="2">




</font>
</div><p align="justify">
<font size="2">




</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Si tratta però di casi isolati, in quanto di solito per rispettare un elevato standard di salute occorre investire notevoli risorse per migliorare ogni aspetto qualitativo del prodotto, dalla sua produzione, all’imballaggio, alla conservazione, il trasporto e così via.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">

</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">



“Dove possiamo trovare dei prodotti di qualità e salutari?”

 potrebbe essere la domanda che da un senso estremamente pratico alle nostre considerazioni.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Di certo possiamo dire che difficilmente nei discount e nei supermercati troveremo prodotti di qualità elevata che possano garantire un alto standard di salute. Questi negozi funzionano su margini bassissimi e la loro redditività è data più dalla circolazione del denaro che dalla quantità accumulata. In parole semplici, il supermercato incassa immediatamente il denaro del cliente e paga i propri fornitori dopo diversi mesi. Nel frattempo investe questo denaro e lucra in modi a volte discutibili.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Questa è la ragione per cui troviamo quasi sempre prodotti in offerta e promozioni “3x2”. L’interesse del negozio è vendere il prodotto e far “girare” la merce sugli scaffali. Poco importa se quel prodotto ha un basso valore qualitativo. Per assurdo, molti prodotti qualitativamente validi vengono rifiutati perché sono poco vendibili.


</font>
</p><div align="justify">

</div>
<p></p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Questo modo di funzionare ovviamente “strozza” non solo i clienti, ma anche le aziende produttrici, i cui margini di guadagno sono così bassi da permettere loro la mera sopravvivenza e la necessità spasmodica di trovare modi per ridurre i costi, piuttosto che investire nella qualità, che comunque non viene pagata dal supermercato.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Detto in parole semplici, quando si paga poco un prodotto, all’azienda produttrice arriva ancora meno e questo le impedisce di fare investimenti per migliorare la qualità del proprio prodotto. Invece, la sua attenzione si concentrerà sulla riduzione dei costi in modo da aumentare i margini di guadagno. 


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Alla fine di questa spirale discendente avremo prodotti sempre più scadenti.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">

</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Prediamo invece in considerazione un’azienda che investe nella qualità del proprio prodotto; essa sosterrà costi maggiori per cui il suo prodotto avrà un prezzo finale più elevato, tanto da impedire la vendita nei supermercati. 


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Fortunatamente, esistono altri canali, dalla vendita diretta ai negozi specializzati. I margini di guadagno saranno maggiori perché il piccolo negozio o ancora meglio il contatto diretto con il consumatore permettono all’azienda di poter fissare meglio il proprio prezzo.


</font>
</p><div align="justify">
<font size="2">




</font>
</div><p align="justify">
<font size="2">


Questi maggiori margini si tradurranno facilmente in investimenti qualitativi, sostenuti anche dalla richiesta del consumatore attento.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Inoltre, nel caso del negozio specializzato, spesso è il proprietario stesso interessato ai prodotti e a ricercare le soluzioni migliori per i propri clienti esigenti in termini di qualità/salute, per cui sarà ancora più facile trovare prodotti di alta qualità.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Siamo quindi di fronte ad una spirale ascendente, dove il consumatore richiede prodotti di migliore qualità ed è disposto a pagare un prezzo più alto purché questa differenza rispetto al prodotto tradizionale rispecchi l’investimento in termini qualitativi. Ad esempio, il cliente compra l’acqua in bottiglie di vetro piuttosto che di plastica perché conosce la tossicità di quest’ultimo, purché la differenza di prezzo rispecchi la differenza qualitativa.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">

</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Proviamo ora a tirare le somme: tutto questo discorso si traduce in una scelta di responsabilità per il consumatore. A seconda di dove andiamo a fare la spesa, nutriamo un sistema piuttosto che l’altro.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Purtroppo, finora la tendenza è stata quella di sostenere soprattutto la grande distribuzione – basti vedere il ritmo con cui nascono nuovi ipermercati sempre più grandi - per il semplice fatto che comodità e bassi costi hanno sempre attratto i consumatori. Fortunatamente, questa situazione sta cambiando perché i sempre più numerosi scandali alimentari, associati ad un pauroso aumento delle malattie legate alla tossicità degli alimenti, stanno spingendo il consumatore a ricercare soluzioni migliori.


</font>
</p><div align="justify">






</div><p align="justify">

</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Se da un lato la grande distribuzione continua la sua marcia apparentemente inarrestabile, è altresì vero che a volte si osserva il ritorno del piccolo negozio di prodotti naturali, apparentemente di nicchia, ma facilmente disponibile ad una clientela abbastanza ampia.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


I miglioramenti dei processi produttivi e una richiesta sempre crescente da parte dei consumatori attenti alla qualità e alla salute, hanno permesso negli anni una discreta riduzione del prezzo d’acquisto per cui il margine rispetto al supermercato non è più così ampio come qualche decennio fa.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">

</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Comunque, i prodotti di qualità, acquistati in un negozio o direttamente dal produttore, costeranno sempre di più rispetto alle loro controparti nella grande distribuzione, e questo non è necessariamente un male, perché come abbiamo visto, spesso un prezzo più alto è sinonimo di una qualità maggiore che si traduce in una migliore garanzia di salute.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">

</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


I prossimi anni saranno decisivi; come già detto, la grande distribuzione tenderà a divenire sempre più grande, inglobando progressivamente i negozi e i supermercati più piccoli. La conseguenza di questo processo sarà un continuo peggioramento della qualità dei prodotti venduti, perché se è vero che ci sarà una riduzione dei prezzi dei beni, dall’altro, come abbiamo già detto, le aziende produttrici avranno sempre meno potere nel definire il reale prezzo del proprio prodotto e i margini saranno sempre più ridotti.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">

</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


I consumatori attenti stanno reagendo a questa situazione ricercando soluzioni alternative che spesso si sono rivelate vincenti, in termini di qualità/salute e a volte anche di prezzo. Sarà questa tipologia di persone che determinerà o meno la sopravvivenza e lo sviluppo di questo mercato alternativo composto ancora da persone che credono nel proprio lavoro e si impegnano seriamente, hanno cura della clientela e amano il rapporto umano prima del mero profitto.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">

</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Come già affermato, ognuno di noi è responsabile delle proprie scelte d’acquisto. Ogni euro che spendiamo incrementa un sistema al quale finora abbiamo dato poca attenzione ma su cui dovremmo per necessità riflettere attentamente.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Quando ad esempio fate la spesa in un grande ipermercato, vi siete mai chiesti dove vanno a finire i vostri soldi? E quando invece comprate in un piccolo negozio familiare?


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Il mondo funziona attraverso la circolazione del denaro, ossia, dove va il denaro lì si crea una nuova realtà, a cui noi partecipiamo con le nostre scelte d’acquisto.


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


Quando ad esempio compriamo una semplice cioccolata, i nostri soldi possono andare ad una grande multinazionale, ad una corporazione solidale di produttori, al mercato biologico, alla piccola azienda familiare…


</font>
</p><div align="justify">

</div><p align="justify">

</p><div align="justify">

</div><p align="justify">
<font size="2">


La maggior parte delle persone non si rende conto di questo processo; prende i prodotti dagli scaffali e li mette nel carrello.


</font>
</p><div align="justify">

</div><div align="justify">
<font size="2">


La nostra direzione è invece quella di divenire più consapevoli di tutti gli aspetti legati all’acquisto di un prodotto, perché ognuno di questi ha delle conseguenze nei confronti nostri e della nostra salute.<br><br><em><strong>
</strong>
</em>
</font></div><p>
</p>



				]]>
        </summary>

        <id>http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1694295.html</id>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1694295.html"/>
        <published>2007-11-24T19:06:00Z</published>
        <updated>2007-11-24T19:06:00Z</updated>
        
          <author>
            <name>
              salutenaturale
            </name>
          </author>        

          </entry>
      
      <entry>

        <title type="html"><![CDATA[Dieci ragioni per mangiare vegetariano]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font color="#ff0000" size="2"><em><font face="Arial">Prima di lasciarti alla lettura di questo interessante articolo, ti ricordiamo il nostro appuntamento: <strong><br>- A CENA CON L'AUTORE -</strong><br>Ispirate ai principi del
libro "<a target="_blank" href="http://www.ricerchedivita.it/nostrepubblicazionisaluteglobale.htm">Verso una salute globale</a>", le cene con l'autore sono incontri conviviali per provare dal vivo il piacere e la naturalezza di un pasto sano e
naturale. <br>Noi autori siamo presenti e partecipiamo alle cene: prima ti
illustriamo e spieghiamo il menu (biologico e concordato col
ristoratore) e poi rimaniamo a pasteggiare con te e con gli altri
commensali, rimanendo a disposizione durante il pasto per ogni
chiarimento. <br><strong>- In tutta Italia. Questo mese: 8 e 29 novembre a Udine; 15 novembre 
a Trieste - info e prenotazioni: <a href="mailto:ricerchedivita@hotmail.com">ricerchedivita@hotmail.com</a></strong></font></em></font><br><br><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Utente/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-2.jpg" alt=""><font size="1"><br></font><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Utente/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-3.jpg" alt=""><img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/53228/Piatto_vegetariano_0.jpg" height="256" width="346"><br><br> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify; font-weight: bold; font-family: Verdana;"><font size="3">Dieci ragioni per mangiare vegetariano</font></p><p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><font size="1">(di Bonnie Liebman)</font></p><p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><font size="1"><br></font></p><p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">È messo sempre più in evidenza che le diete più sane sono ricche di piante vegetali (verdure, frutta e fagioli) e meno di prodotti animali (carne, pesce, pollame e latticini), specialmente quelli ad un alto livello di grassi. </span></strong> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">“Una dieta ricca in frutta e verdure gioca un ruolo nel ridurre il rischio di maggiori cause delle malattie e di morte,” spiega Walter Willet, Capo del Reparto di Nutrizione al Harvard School for Pubblic Health. </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Per molte persone, il vegetarianismo è un mondo strano; fanno riferimento in particolare a coloro che di solito non mangiano carne, pesce o pollame per motivi etnici, religiosi or per ragioni di salute. I vegani evitano anche tutti i prodotti lattici e le uova. </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Gli scienziati però sono più interessati a quanto spesso – e non se – la gente mangia prodotti animali. E la maggior parte della loro ricerca punta sulla stessa conclusione: <em style="">la gente dovrebbe mangiare meno prodotti animali e più alimentazione vegetale, specialmente frutta e verdura</em>. Perchè? Qui sono 10 ragioni – alcune relative alla salute, e alcune no. </span></p> <p style=""> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;"><span style="">1.&nbsp; </span></span></strong><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">1. Cancro<br> </span></strong></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">“La base scientifica è molto forte a suggerire che frutta e verdura sono elementi protettivi per tutti i cancri gastrointestinali e tutti i cancri relativi al fumo,” dice Tim Byers, professore di Medicina Preventiva all’Università di Colorado, Centro di Scienze Naturali in Denver. Questo comprende il cancro ai polmoni, al colon, stomaco, bocca, laringe, esofago, e vescica. Recenti studi hanno trovato che lycopene – un carotenoide in pomodori e succo di pomodori – può proteggere contro il cancro alla prostata.</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Non è chiaro come la frutta e la verdura possano ridurre il rischio del cancro. Può essere il loro phytochemicals –tipo carotenoidi, vitamina C e E, selenio, indolo, flavanoidi, fenoli e d-limonene. </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">È anche in evidenza che semi con fibra di alta quantità come il grano di crusca può ridurre il rischio del cancro. “La fibra ha un effetto benefico sulla prevenzione del cancro al colon,” spiega David Jenkins, un esperto in fibra all’Università di Toronto. E la pasta, riso e altri tipi di grani possono rimpiazzare i prodotti animali – la carne rossa in particolare – che può aumentare il rischio di alcuni cancri.</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">“Uomini che mangiano la carne rossa come pasto principale cinque o più volte alla settimana sono quattro volte di più a rischio di cancro al colon che i uomini che mangiano carne rossa meno di una volta al mese,” spiega Edward Giovannucci della Harvard School of Medicine. Dalla sua ricerca su 50,000 uomini in salute, i grandi mangiatori di carne rossa erano anche due volte più a rischio di sviluppare cancro alla prostata.</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">“Questo è solo uno studio” dice Lawrence Kushi dell’Università di Minnesota, “è abbastanza evidente che la carne rossa è associata con un alto livello di rischio di cancro al colon – e possibilmente alla prostata”. </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Ma anche la carne rossa magra sembra aumentare il rischio di cancro al colon. “Possono essere i cancerogeni creati quando la carne viene cotta o l’alta quantità di ferro, o qualcos’altro nella carne,” indaga Willet. </span></p> <p style=""> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">2.Malattie del Cuore </span></strong></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Una dieta a base di piante con tanta frutta e verdura può ridurre il rischio delle malattie al cuore. Negli ultimi 20 anni, gli esperti del cuore hanno dato risalto nella diminuzione di grassi saturati e del colesterolo, e che le piante possono proteggere il cuore in diversi modi. </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Fibra solubile: Per ridurre il rischio di malattie al cuore, si dovrebbe mangiare più fagioli, piselli, avena, e orzo,” spiega Jenkins, perchè la loro “appiccicosa” fibra solubile sembra aiutare ad abbassare il colesterolo nel sangue</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Acido Folico: “L’evidenza che l’acido folico riduca il rischio delle malattie al cuore è abbastanza forte,” dice Willet. L’Acido Folico, una vitamina B, abbassa il livello del sangue di un amminoacido nocivo chiamato omocisteina. “E la frutta e verdura sono una grande sorgente di acido folico” aggiunge. </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Antiossidanti: un grande corpo di dati suggerisce che il colesterolo LDL (“cattivo”) danneggia le arterie solo quando viene ossidato (combinato con ossigeno.) Ecco perchè i ricercatori credono che gli antiossidanti come la vitamina E possono proteggere il cuore. E la maggior parte dei fitochimici nella frutta e verdura sono antiossidanti.</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Eliminano i grassi saturati: se si mangia molto più cibo vegetale, c’è semplicemente meno posto per i grassi animali saturati per bloccare le arterie. </span></p> <p style=""> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">3. Infarto </span></strong></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">“Abbondante evidenza mostra che la frutta e verdura sono benefiche nel ridurre il rischio di infarto,” dice Willet. Per esempio, in uno studio di 20 anni basato su 832 uomini della terza età, il rischio di un infarto era il 22 per cento più basso per ogni tre portate di frutta e verdura che gli uomini mangiavano ogni giorno. Ancora una volta, nessuno è sicuro se sono il potassio, magnesio, fibra o altri componenti della frutta e verdura che evita le arterie a bloccarsi nel cervello. </span></p> <p style=""> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">4. Diverticolosi &amp; Costipazione </span></strong></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Grani con alto contenuto di fibra– specialmente il grano di crusca – può aiutare la prevenzione della costipazione. Questo non è insignificante in un paese come l’America che spende milioni all’anno in lassativi.</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Anche la Diverticolite è molto comune. Almeno 30-40% delle persone sopra i 50 anni ne soffrono, anche se la maggior parte non ha sintomi. Altri sperimentano spurgo, costipazione, diarrea, flatulenza, dolore o la diverticolite (quando le tasche – o diverticoli – formate sulle pareti del colon si infiammano). </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">“Nei nostri studi, è chiaro che la fibra sia della crusca che della frutta e verdura è protettiva.” Dice Willet. I uomini che hanno mangiato meno fibra (13 grammi o meno al giorno) erano doppiamente soggetti alla diverticolite piuttosto che gli uomini che mangiavano fibra in abbondanza (almeno 32 grammi di fibra al giorno). </span></p> <p style=""> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">5. Altre malattie </span></strong></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Diete ricche in piante vegetali possono prevenire altre malattie:</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Degenerazione Macular: un carotenoide chiamato luteina – viene trovato normalmente nelle foglie verdi – può aiutare a prevenire il deterioramento della retina che causa cecità negli anziani. “Nei nostri studi, quelli che mangiavano spinaci o il cavolo riccio da due a quattro volte alla settimana avevano metà del rischio stimato di degenerazione macular in confronto a quelli che li mangiavano meno di una volta al mese,” dice Johanna Seddon della Harvard Medical School.</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Difetti del Tubo Neurale: Supplementi di Acido Folico possono ridurre il rischio di spina bifida e altri difetti del tubo neurale della nascita. Anche l’acido Folico del cibo (maggiormente contenuto in frutta e verdura) può diminuire il rischio.</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Diabete: "Abbiamo trovato un rischio più basso di inizio diabete dell’adulto nelle persone che mangiavano più grani integrali,” dice Willet. </span></p> <p style=""> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">6. Alimentazione più sicura </span></strong></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Alcune delle malattie più mortali derivanti dal cibo entrano il corpo tramite il cibo animale. “il manzo è probabilmente la sede del E. Coli 0157:H7. Il pollame trasporta la salmonella e i Campilobatteri, e il consumo di frutti di mare crudi ha causato l’infezione con il vulnificus del vibrione,” Spiega David Swerdlow del Centro del Controllo delle Malattie in Atlanta. <br style=""> Qualsiasi alimento crudo – compreso la frutta e verdura – può trasportare batteri nocivi. “Per esempio, recenti scoppi di salmonella sono stati associati con il cantalupo, pomodori e germogli di erba medica,” racconta Swerdlow. Ma la carne, il pesce e pollame sono i più probabili colpevoli per le malattie derivanti dall’alimentazione. </span></p> <p style=""> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">7. L’ambiente </span></strong></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">“Le nostre abitudini di consumo hanno un tremendo effetto sul pianeta,” Dice Jenkins. “Mangiare gli animali non farebbe male all’ambiente se il proprio consumo sarebbe in quantità ridotta,” spiega Alan Durning, Direttore del North-west Environment Watch in Seattle. <br style=""> “La produzione moderna di carne coinvolge l’uso intensivo – e molte volte l’uso scorretto – di grano, acqua, energia e zone da pascoli,” dice Durning, citando i seguenti esempi: </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Inquinamento dell’acqua: il concime e stagni dai recinti del bestiame, fabbriche di polli, e altre facilità di allevamento possono inquinare i rifornimenti idrici. </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Smog: Trenta milioni di tonnellate di metano – un gas che contribuisce al riscaldamento globale – deriva dal concime nei stagni o i mucchi.</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Erosione del Terreno: quasi il 40 per cento della produzione di grano nel mondo – e più del 70 per cento dall’America – viene dato come cibo al bestiame. Per ogni oncia di carne, pollame, uova e latte che produciamo, i campi agricoli perdono cinque libbre di terriccio. </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* Svuotamento dell’acqua: un stimata metà del grano e fieno che viene dato come cibo ai manzi di allevamento viene cresciuto su terreno irrigato. Ci vogliono almeno 390 galloni di acqua per produrre una libbra di manzo.</span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* L’uso di Energia: ci vuole almeno dieci volte più energia per produrre e trasportare bestiame piuttosto che verdure. </span></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">* “<em style="">Overgrazing”</em>: almeno il 10 per cento dell’Ovest arido dell’America è stato trasformato in un deserto dal bestiame. Alcuni di quei terreni non potranno più essere usati per altro. “E’ per questo che la mia discussione non è per il vegetarianismo, ma per la gente, per ridurre il consumo di prodotti animali,” rimarca Durning. </span></p> <p style=""> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">8. Il Costo </span></strong></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Certo, potete spendere $7.99 per libbra sul mesclun (miscela della molla) o altri cibi raffinati. Ma dalla zucca alle patate americane, la maggior parte delle piante sono un vero affare. Il prezzo basso dei vegetali si vede quando uscite fuori a cena. Sui menù Cinesi, Indiani e in maggior parte di altri ristoranti, la sezione vegetariana è di solito meno cara che quella della carne, pesce o pollame. </span></p> <p style=""> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">9. Il Benessere degli Animali </span></strong></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Prima che vengano macellati, gli animali che mangiamo sono di solito allevati e trasportati in condizioni inumane. </span></p> <p style=""> </p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><strong style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">10. Gusto </span></strong></p> <p class="Terminedefinizione" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">La ragione numero uno per alimentarsi di una dieta ricca in piante vegetali è che ha un buon gusto. Le cinque verdure che gli Americani mangiano più spesso sono patatine fritte, pomodori (più che altro come sugo o ketchup,) cipolle, lattuga e altri tipi di patate. <br style=""> Ma se la maggior parte degli Americani limitassero la carne, il pesce e pollame nei loro piatti, loro – o nella maggior parte dei loro ristoranti preferiti – non saprebbero con cosa rimpiazzarla. Dovete andare in ristoranti etnici per ottenere dei piatti a base di verdure interessanti . Non è un caso dunque che i ristoranti etnici sanno come cucinare dei deliziosi piatti vegetariani. “Fortunatamente, c’è un mondo di esperienza in giro perchè la maggior parte delle diete tradizionali sono basate sulle verdure,” dice Willet. <br style=""> “Dunque i ristoranti Italiani, Messicani e altri ristoranti etnici sono diventati così americanizzati che le loro verdure sono state gravemente rimpiazzate da carne e formaggio. Ed è un peccato. Nella cucina Asiatica e Mediterranea, cucinare con la frutta e verdura è una forma d’arte. Gli Italiani non mettono chili di formaggio sulla loro pizza, per esempio. Di recente in un ristorante tradizionale ho avuto una pizza sottile senza il formaggio – solo basilico fresco, pomodoro e aglio. Era veramente deliziosa!”</span></p> <p style="text-align: justify;"> </p> <br>            
				]]>
        </summary>

        <id>http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1674954.html</id>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1674954.html"/>
        <published>2007-11-07T09:01:00Z</published>
        <updated>2007-11-07T09:01:00Z</updated>
        
          <author>
            <name>
              salutenaturale
            </name>
          </author>        

          </entry>
      
      <entry>

        <title type="html"><![CDATA[Bambini e vegetariani?]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		       <p style="" align="justify"><font color="#ff0000"><span style="font-family: Tahoma; font-style: italic;">In attesa del corso </span><a href="http://www.ricerchedivita.it/svezziamoci.htm"><span style="font-weight: bold; font-family: Tahoma; font-style: italic;">S</span><strong style="font-family: Tahoma; font-style: italic;">vezziamo... ci!</strong></a><span style="font-family: Tahoma; font-style: italic;">, Corso per mamme che desiderano prepararsi allo svezzamento, che Nadia terrà il 14 e 21 ottobre a Portogruaro (Ve), pubblichiamo un interessante articolo sulla possibilità di crescere vegetariani i nostri bambini.</span></font></p><p style="" align="justify"><font color="#ff0000"><span style="font-family: Tahoma; font-style: italic;"></span></font><br>
</p><div align="center"><img src="http://www.ricerchedivita.it/Immagini/svezzamento.jpg">

<span style="font-weight: bold;"></span></div><p style="" align="justify"></p><p style="" align="justify"><br><span style="font-weight: bold;"></span></p><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;"><strong>È possibile crescere dei bimbi sani con una dieta a base di cibi vegetali?</strong><br></span></p><p style="" align="justify"><font size="1"><span style="font-family: Verdana;">di Stefano “Fox_Mulder” Esposito - Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV)</span></font></p><p style="" align="justify"><font size="1"><span style="font-family: Verdana;"><br></span></font></p><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">L'alimentazione vegana per i bambini è ricca e completa, e compatibile quindi con un normale sviluppo psicofisico. I 5 gruppi alimentari su cui si basa l'alimentazione vegana, e cioè cereali, legumi, verdura, frutta, frutta secca e semi oleaginosi apportano carboidrati complessi, proteine, vitamine e minerali, acidi grasso mono e polinsaturi, oltre a sostanze presenti solo nel regno vegetale come fibre, sostante fitochimiche e antiossidanti [1].</span></p><div align="justify">  </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Ogni giorno vengono scoperti nuovi antiossidanti e la quantità di studi scientifici a supporto del loro potente effetto anti-invecchiamento e anti-cancerogeno sta continuamente crescendo [2].</span></p><div align="justify">          </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">I cibi animali, con il loro apporto di grassi totali, grassi saturi, colesterolo e lo sviluppo durante la cottura di sostanze cancerogene come le amine eterocicliche [3,4,5,6,7] andrebbero limitati e ancor meglio eliminati, al fine di garantire ai neonati una crescita e uno stato di salute ottimale per tutta la vita. I prodotti animali non hanno nulla che non sia presente anche nel regno vegetale, ad eccezione della vitamina B12; per contro, hanno caratteristiche nutrizionali come l'assenza di fibre, carboidrati, antiossidanti e sostanze fitochimiche, la mancanza di importanti vitamine e un'eccessiva quantità di proteine animali e di aminoacidi ricchi di zolfo, che favoriscono lo sviluppo delle più comuni malattie tipiche dei paesi industrializzati: le malattie cardiovascolari, alcuni tipi di tumore, il sovrappeso-obesità, il diabete, l’ipertensione e l’osteoporosi.</span></p><div align="justify">    </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Vecchi e recenti scoop giornalistici relativi a casi di bambini vegani malnutriti, riportano alla luce il dibattito sull'adeguatezza delle diete vegane per l'intero ciclo vitale, e in particolare per l’infanzia, facendo puntualmente emergere credenze, miti e posizioni errate e obsolete sull'argomento, soprattutto da parte di nutrizionisti e di medici palesemente non aggiornati.</span></p><div align="justify">    </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Uno dei primi argomenti utilizzati da chi tenta di dimostrare che le diete vegane sono <br>pericolose per i bambini è che la crescita dei bambini vegani risulta solitamente più lenta <br>rispetto a quella dei bambini onnivori. Alcuni studi condotti sul peso dei bambini nati da madri vegane non ha rilevato sostanziali differenze rispetto alle loro controparti onnivore [8].</span></p><div align="justify">   </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Va sottolineato che il parametro della velocità di accrescimento non indica necessariamente una crescita corretta, e soprattutto nel campo della nutrizione è stato responsabile di gravi errori metodologici, come quello che ha condotto al mito delle proteine vegetali incomplete [9].</span></p><div align="justify">  </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Che un cibo promuova la crescita “più veloce” di un essere vivente non significa poi che tale crescita sia garanzia di buona salute e che non comprometta la longevità.</span></p><div align="justify">    </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">I bambini allevati con una dieta vegana adeguata raggiungono comunque, al termine&nbsp; dell’accrescimento, parametri di peso e altezza perfettamente sovrapponibili a quelli delle controparti onnivore, e, come prevedibile, mostrano una minore incidenza di malattie legate alla tipica alimentazione occidentale, grazie alla miglior qualità nutrizionale della loro dieta.</span></p><div align="justify">       </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Negli ultimi anni tutte le organizzazioni sanitarie mondiali stanno registrando un tremendo aumento nella popolazione dell’incidenza di malattie legate all'alimentazione a base di carne e povera di cibi vegetali, come l'obesità, l'arteriosclerosi, il diabete, l'ipertensione e il cancro [10]. Gli studi epidemiologici continuano a rilevare un aumento di disturbi cardiovascolari, diabete, obesità e altre malattie, associato ad una dieta sempre più ricca di cibi animali, e al contrario una ridotta incidenza di questi disturbi nelle popolazioni che seguono alimentazioni praticamente vegane o quasi-vegane (cosiddette plant-based diet) [11].</span></p><div align="justify">         </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Il fenomeno che si sta verificando in epoca recente, è che mentre in precedenza queste malattie erano considerate appannaggio dell’età adulta-anziana, ora i loro segni si rilevano sempre più frequentemente in epoche sempre più precoci [12,13]. L'85% dei giovani tra 21 e 39 anni ha già segni di arteriosclerosi nelle arterie coronarie [14] e ciò costituisce un forte fattore di rischio di infarto in età giovane-adulta. Il vertiginoso aumento del sovrappeso e dell'obesità negli ultimi anni [15,16,17] è un allarme visibile agli occhi di tutti, e incita a promuovere e diffondere l'adozione di una dieta vegana ricca di sostanze protettive per la salute e ampiamente riconosciuta in grado di contribuire efficacemente a mantenere il peso corporeo ottimale [18,19,20,21].</span></p><div align="justify"> </div><p style="" align="justify"> </p><div align="justify"> </div><p style="" align="justify"> </p><div align="justify">   </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Contrariamente a quanto si crede, il problema dell'obesità nei bambini non riguarda solo gli Stati Uniti, [22,23] ma soprattutto i paesi Europei [24,25,26] tra cui non fa eccezione l'Italia, che è al primo posto nella classifica per il numero di bambini in sovrappeso e obesi.</span></p><div align="justify">      </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Una dieta vegana, associata ad una bassa incidenza di obesità o problemi di peso in ogni periodo della vita, è il più importante fattore in grado di prevenire fin da bambini quelle malattie che in età adulta diventano poi le principali cause di invalidità e morte nei paesi industrializzati. La strategia vincente è infatti quella di crescere fin dalla nascita i bambini con un'alimentazione ricca di cibi vegetali e a limitato/assente contenuto di cibi industriali e animali.</span></p><div align="justify">      </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Riferimenti alla presunta inadeguatezza di una alimentazione a base di cibi vegetali nel garantire uno sviluppo normale delle funzioni mentali nei bambini appaiono totalmente infondati, come risulta da studi che dimostrano come i bambini vegani abbiano un quoziente intellettivo perfettamente nella media, testimonianza di uno sviluppo mentale regolare [27], mentre non sono noti studi che dimostrino il contrario. Un’ulteriore riprova di questo è la testimonianza fornita dalle migliaia di bambini vegani “smart” in tutto il mondo occidentale.</span></p><div align="justify">   </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Discussi molto brevemente i principali vantaggi derivanti da una dieta vegana durante l'intero ciclo vitale, possiamo vedere i principali nutrienti a cui prestare attenzione nella dieta dei bambini.</span></p><div align="justify">   </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Innanzitutto, vorremmo sottolineare come pianificare un'alimentazione vegana equilibrata che garantisca lo sviluppo e la crescita di bambini sani non richiede maggiore attenzione rispetto a qualsiasi altro tipo di dieta.</span></p><div align="justify">       </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Una dieta vegana equilibrata non risulta infatti più carente in numerosi nutrenti rispetto ad una dieta onnivora, ma semmai è il contrario, come dimostrato da uno studio recente condotto in Germania: dal confronto tra 2 gruppi di bambini, uno alimentato con una dieta onnivora e l'altro con una dieta vegana, è risultato che i bambini cresciuti con una dieta onnivora presentavano carenze in ben 7 nutrienti, e cioè iodio, calcio, vitamina C ed E, fibre, folati e magnesio, mentre il gruppo vegano presentava solo 3 carenze: iodio, calcio e vitamina B12, che per inciso risultano facilmente prevenibili con semplici accorgimenti, come vedremo dopo.</span></p><div align="justify">      </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Da questo studio risulta ancora come i bambini vegani consumassero 3 volte più vitamina C, E e fibre, due volte più folati, magnesio, rame e manganese, oltre ad una grande quantità di sostanze fitochimiche e antiossidanti, mentre i consumi di grassi saturi, sodio e colesterolo risultavano nettamente superiori nei bambini onnivori. In aggiunta, l'incidenza di obesità era nulla nel gruppo vegano, mentre interessava circa 1 bambino su 3 del gruppo onnivoro [28,29].</span></p><div align="justify">   </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Non è un quindi un caso che uno dei libri di pediatria più diffusi e riconosciuti al mondo, il </span><em style=""><span style="font-family: Verdana-Italic;">Dr. Spock's Baby and Child Care</span></em><span style="font-family: Verdana;">, in una delle sue ultime edizioni consigli di allevare i bambini con un alimentazione vegana, esaltandone gli innumerevoli benefici [30].</span></p><div align="justify">  </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Come già anticipato, ci sono alcuni nutrienti, oggetto di molte credenze, che meritano un approfondimento e un'attenzione particolare.</span></p><div align="justify">          </div><p style="" align="justify"><em style=""><span style="font-family: Verdana-Italic;">Calcio</span></em><span style="font-family: Verdana;">: il calcio è uno dei nutrienti ritenuti “carenti”, mentre in realtà è stato ampiamente <br>dimostrato che le sue quantità in una dieta vegana, anche se possono essere più basse delle quantità raccomandate, garantiscono una qualità ossea eccellente, proteggendo da fratture e osteoporosi in età adulta [31]. Va inoltre tenuto conto che le RDA (Recommended Dietary Allowances) sono state stabilite tenendo conto della tipica dieta occidentale, che favorisce un bilancio negativo di calcio, cioè uno squilibrio a favore del calcio espulso dal corpo, a danno del calcio assorbito. L'assenza nella dieta vegana di proteine animali, che sono la principale causa della perdita minerale dall’osso, favorisce infatti un bilancio positivo di calcio, minimizzandone le perdite. Per approfondire l'argomento, è possibile leggere articoli e una nutrita bibliografia sul sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana [32].</span></p><div align="justify"> </div><p style="" align="justify"> </p><div align="justify">     </div><p style="" align="justify"><em style=""><span style="font-family: Verdana-Italic;">Vitamina D</span></em><span style="font-family: Verdana;">: La vitamina D è sostanzialmente un ormone piuttosto che una vitamina, in quanto prodotta dalla pelle esposta ai raggi ultravioletti del sole. È consigliabile un’integrazione nei casi in cui i bambini o le madri non ricevano adeguata esposizione al sole, specialmente nelle regioni poste più al nord rispetto all'equatore (ma questo non è necessariamente in relazione con il tipo di dieta).</span></p><div align="justify">       </div><p style="" align="justify"><em style=""><span style="font-family: Verdana-Italic;">Proteine</span></em><span style="font-family: Verdana;">: un’altra frequente critica è che le diete vegane siano insufficienti nel garantire un apporto di proteine complete. Dalla vasta letteratura medico-scientifica disponibile risulta per contro che in una dieta variata e caloricamente adeguata, i legumi, i cereali e la frutta secca sono in grado di fornire quantità più che sufficienti di proteine e di tutti gli aminoacidi essenziali necessari, proteggendo dagli svantaggi legati al consumo di proteine animali. Per approfondire l'argomento, vedi l'articolo “Valore biologico e complementazione delle proteine: i retroscena” [33].</span></p><div align="justify">       </div><p style="" align="justify"><em style=""><span style="font-family: Verdana-Italic;">Vitamina B12</span></em><span style="font-family: Verdana;">: Questo è l'unico nutriente di cui una dieta vegana è effettivamente carente (anche se la sua carenza è presente anche nella popolazione onnivora, a causa di problemi di assorbimento). I cibi vegetali infatti, a seguito dell'impoverimento dei suoli coltivati, dei metodi di produzione e di sterilizzazione/conservazione dei prodotti, contengono insufficienti quantità di questa vitamina, che è quindi necessario integrare al fine di prevenirne la carenza. Per ulteriori approfondimenti e direttive pratiche, è possibile ancora consultare gli articoli del sito di SSNV [34].</span></p><div align="justify">   </div><p style="" align="justify"><em style=""><span style="font-family: Verdana-Italic;">Ferro</span></em><span style="font-family: Verdana;">: Un’alimentazione vegana fornisce quantità di ferro circa 3 volte superiori a quelle di una dieta onnivora; il consumo di cibi naturalmente ricchi di vitamina C e ferro aumenta la percentuale di ferro non-eme (presente nei vegetali e in minor misura nella carne) assorbito.</span></p><div align="justify">   </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Le verdure verde scuro, come i broccoli, hanno il pregio di contenere contemporaneamente buone quantità di ferro e vitamina C, e insieme a legumi, cereali, frutta fresca e secca garantiscono sufficienti livelli di ferro.</span></p><div align="justify">    </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">L'esclusione di prodotti caseari si dimostra inoltre di particolare importanza nell'aumentare la disponibilità di ferro, in quanto questi cibi sono in grado non solo di inibirne l’assorbimento, ma sono responsabili di emorragie intestinali nei bambini al di sotto dell’anno di età, con conseguente anemia.</span></p><div align="justify">      </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Per concludere questo articolo sull'adeguatezza di una dieta vegana, che non vuole e non può essere ovviamente comprensivo di tutti gli aspetti legati ai vantaggi di questa alimentazione, vorremmo invitare chi ha il compito di informare le persone tramite i mass-media ad astenersi da inutili e pericolose generalizzazioni che strumentalizzano pietosi fatti di cronaca, e controllare le fonti delle proprie affermazioni al fine di poter disquisire sull’argomento con onestà intellettuale e fondatezza scientifica.</span></p><div align="justify">         </div><p style="" align="justify"><span style="font-family: Verdana;">Nel mondo esistono numerosissime associazioni di medici e nutrizionisti, tra cui spiccano l'American Academics of Pediatrics, Physicians Committee for Responsible Medicine e <br>L'American Dietetic Association, i Dietitians of Canada, oltre a esperti di nutrizione vegetariana (e non) come i dottori/professori Fuhrman, Campbell, Walsh, McDougall, Barnard, Messina, Ornish, Esselstyn, Diehl, che dimostrano quotidianamente con la loro attività professionale, come la dieta vegana non solo sia più che adeguata per qualsiasi età, ma abbia potenti proprietà preventive e curative, rappresentando l’unica reale possibilità, per le società industrializzate, di bloccare la diffusione delle maggiori malattie e garantire una salute possibile a tutti.</span></p>   <p style=""><font size="1"><span style="font-family: Verdana;">www.scienzavegetariana.it</span></font></p><p style=""><font size="1"><span style="font-family: Verdana;"><br></span></font></p><p style=""><font color="#ff0000"><span style="font-style: italic;">Il 14 e 21 ottobre a Portogruaro (Ve) Nadia Damilano Bo terrà il corso </span><strong style="font-style: italic;">Svezziamo... ci!</strong><span style="font-style: italic;">, Corso per mamme che desiderano prepararsi allo svezzamento. Info: </span><a style="font-style: italic;" href="mailto:ricerchedivita@hotmail.com">ricerchedivita@hotmail.com</a></font><br></p><p style=""><br><span style="font-family: Verdana;"></span></p><p style="" align="justify"><font size="1"><em><span style="font-family: Verdana;">Bibliografia</span></em></font></p><div align="justify"><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[1] Intakes of selected nutrients, foods, and phytochemicals and prostate cancer risk in</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">western New York. Nutr. cancer 2005;53(1):33-41.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[2] Correlation analyses of phytochemical composition, chemical, and cellular measures of</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">antioxidant activity of broccoli (Brassica oleracea L. Var. italica). J Agric Food Chem. 2005 Sep</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">21;53(19):7421-31.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[3] Carcinogen-DNA adducts in human breast epithelial cells. Environ Mol Mutagen.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">2002;39(2-3):184-92.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[4] N-Acetyltransferase-2 genetic polymorphism, well-done meat intake, and breast cancer</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">risk among postmenopausal women. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2000 Sep;9(9):905-</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">10.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[5] Comments on the history and importance of aromatic and heterocyclic amines in public</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">health. Mutat Res. 2002 Sep 30;506-507:9-20.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[6] Effect of NAT1 and NAT2 genetic polymorphisms on colorectal cancer risk associated with</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">exposure to tobacco smoke and meat consumption. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2006</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">Jan;15(1):99-107.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[7] A prospective study of meat and meat mutagens and prostate cancer risk. Cancer Res.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">2005 Dec 15;65(24):11779-84.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[8] Growth of vegetarian children: the Farm Study. Pediatrics 1989 Sep;84(3):475-481.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[9] Per approfondire l'argomento, vedi: Valore biologico e complementazione delle proteine: i</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">retroscena, http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/prot_retroscena.html</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[10] Western diet, early puberty, and breast cancer risk. Breast Cancer Res Treat. 1998</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">Jun;49(3):187-93</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[11] Chen J, Campbell TC, Li J, Peto R Diet, lifestyle and mortality in China: a study of the</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">characteristics of 65 counties, Oxford University Press, Cornell University Press and the China</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">People's Medical Publishing House, 1990.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[12] Lipoproteins and atherosclerosis in children: an early marriage? Nutr Metab Cardiovasc</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">Dis. 2001 Oct;11 Suppl 5:16-22.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[13] Atherosclerosis of the aorta and coronary arteries and cardiovascular risk factors in</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">persons aged 6 to 30 years and studied at necropsy (The Bogalusa Heart Study). Am J Cardiol.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">1992 Oct 1;70(9):851-8.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[14] Association between multiple cardiovascular risk factors and atherosclerosis in children</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">and young adults. The Bogalusa Heart Study. N Engl J Med. 1998 Jun 4;338(23):1650-6.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[15] Atherosclerosis in childhood and adolescent type 1 diabetes: early disease, early</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">treatment? Diabetologia. 2005 Aug;48(8):1445-53. Epub 2005 Jun 22.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[16] Development of overweight in an atherosclerosis prevention trial starting in early</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">childhood. The STRIP study. Int J Obes (Lond). 2006 Jan 31;</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[17] Obesity--a critical issue in preventive cardiology: the Bogalusa Heart Study. Prev Cardiol.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">2005 Fall;8(4):234-41; quiz 242-3.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[18] Children's food consumption patterns have changed over two decades (1973-1994): The</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">Bogalusa heart study. J Am Diet Assoc. 2004 Jul;104(7):1127-40.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[19] Benefits and hazards of dietary carbohydrate. urr Atheroscler Rep. 2005 Nov;7(6):428-</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">34.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[20] The effects of a low-fat, plant-based dietary intervention on body weight, metabolism,</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">and insulin sensitivity. Am J Med. 2005 Sep;118(9):991-7.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[21] Risk of overweight and obesity among semivegetarian, lactovegetarian, and vegana</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">women. Am J Clin Nutr. 2005 Jun;81(6):1267-74.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[22] The current epidemic of childhood obesity and its implications for future coronary heart</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">disease. Pediatr Clin North Am. 2004 Dec;51(6):1679-95, x.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[23] Weighing in on obesity: America's growing health epidemic. Issue brief (Grantmakers</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">Health). 2001 Oct 31;(11):1-32.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[24] Prevalence and trends of obesity in children and adults of South Europe. Pediatr</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">Endocrinol Rev. 2004 Aug;1 Suppl 3:448-54.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[25] Increasing incidence of childhood obesity. Pediatr Endocrinol Rev. 2004 Aug;1 Suppl</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">3:443-7</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[26] From birth to adolescence: Vienna 2005 European Childhood Obesity Group International</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">Workshop. Int J Obes (Lond). 2005 Sep;29 Suppl 2:S1-6.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[27] Mental age and I.Q. of predominantly vegetarian children. J Am Diet Assoc. 1980</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">Feb;76(2):142-7.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[28] Results from the German Vegana Study. European Journal of Clinical Nutrition 57(August</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">2003):947.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[29] USDA. Food and Nutrient Intakes by Individuals in the United States, by Region, 1994-96.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[30] Spock B, Parker S. Dr. Spock's Baby and Child Care. New York, NY:Pocket Books, 1998</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[31] Dietary calcium: adequacy of a vegetarian diet. Am J Clin Nutr. 1994 May;59(5</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">Suppl):1238S-1241S.</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[32] http://www.scienzavegetariana.it/salute/nutr_veg.html e</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">http://www.scienzavegetariana.it/focus/osteoporosi/index.html</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[33] http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/prot_retroscena.html</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">[34] http://www.scienzavegetariana.it/medici/domande/faq/B12.html</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/ADA_infant.html</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/vrg/gravidanza.html</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">http://www.scienzavegetariana.it/rubriche/cong2002/vegcon_infant_diet.html</font></span><br><span style="font-family: Verdana;"></span></div><p style=""><span style="font-family: Verdana;"><br></span> </p>             
				]]>
        </summary>

        <id>http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1631778.html</id>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1631778.html"/>
        <published>2007-10-01T08:54:00Z</published>
        <updated>2007-10-01T08:54:00Z</updated>
        
          <author>
            <name>
              salutenaturale
            </name>
          </author>        

          </entry>
      
      <entry>

        <title type="html"><![CDATA[Vivere più a lungo o vivere meglio?]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p class="MsoBodyTextIndent">
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: center;" align="center">
<em>
“In campo scientifico è più difficilespiegare perché gli uomini muoiano piuttosto che credere che la vita umanapossa durare mille anni” (dr. John Gardner)
</em>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: center;" align="center">
<br>
<em>
<o:p>
</o:p>
</em>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: center;" align="center">
<em>
“L’uomo è fatto per vivere più a lungo” (dr. Herbert M. Shelton)
<o:p>
</o:p>
</em>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<br>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" align="center">
<img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/53228/viverelungoomeglio.jpg" height="192" width="306">
<br>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<br>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Diversi anni fa un gruppo di scienziati ericercatori americani scoprì un gene in parte responsabile del processo diinvecchiamento. Togliendo infatti tale gene dal DNA, le cavie di laboratoriovivevano mediamente il 15-20% in più.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Applicando questa scoperta all’uomo, su una vitamedia di 80 anni, si sarebbe così potuto recuperare altri 15 anni di vita.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
<br>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Un giornalista pensò di intervistare le personechiedendo loro se avessero voluto vivere di più, magari grazie proprio a questascoperta scientifica, e la risposta di molti fu sorprendentemente negativa. Lemotivazioni addotte riguardavano il fatto che vivere più a lungo, nellecondizioni attuali di invecchiamento, malattia e dolori vari, sarebbe stata piùuna tortura che una benedizione. 
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Piuttosto che vivere di più, sarebbe stato più utilescoprire come vivere meglio.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
E’ di questi giorni (ottobre 2006) la notizia chel’aspettativa di vita degli italiani ha superato gli 80 anni. Medici,scienziati e ricercatori si attribuiscono il merito di questo risultato,sottolineando come i progressi in campo medico, scientifico e tecnologicoabbiano potuto allungare la vita media di circa 30 anni rispetto all’inizio delsecolo scorso. In parole semplici, essi sostengono che oggi l’uomo vive più alungo.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Purtroppo, le cose non stanno così e la verità, comespesso accade, è drammaticamente all’opposto.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
I calcoli sull’aspettativa di vita si basano su unamedia matematica; si prendono ad esempio 1000 persone nate e si osserva quantoa lungo vivono. La loro media è appunto l’aspettativa di vita.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Quindi, se ad esempio, prendessimo solo 2 persone,di cui una muore dopo pochi mesi di vita e l’altra arriva fino a 90 anni,l’aspettativa di vita sarebbe di circa 45 anni.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Per tutto il medioevo e fino alla fine dell’800,circa il 50% della popolazione moriva nella prima infanzia. Ancora nel 1930 il50% delle persone moriva prima del diciottesimo anno di età
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Il problema quindi è semplicemente una questione dimortalità infantile, piuttosto che un reale allungamento della vita.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Oggi la mortalità infantile nei paesi industriali ècirca dell1%, grazie soprattutto all’enorme miglioramento delle condizioniigieniche, e solo in minima parte al progresso della medicina.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
In India, ad esempio, dove ancora la maggior partedella gente vive in capanne di fango e i bambini razzolano nello sporco con glianimali, i rifiuti e gli escrementi, l’aspettativa di vita è solo di 22 anni,nonostante la disponibilità di ospedali, medicinali e brillanti ricercatori.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Grazie quindi al miglioramento delle condizioniigieniche, la vita media si è allungata di molto nel senso che più personegiungono fino all’anzianità, ma questo non significa assolutamente che possanovivere più anni rispetto al passato. In parole semplici, se cento anni fa solo5 persone su 100 giungevano ad 80 anni, oggi ne giungono molti di più.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Il dato che invece non viene mai preso inconsiderazione è la condizione psico-fisica con cui si giunge ai famosi 80anni. I nostri anziani soffrono sempre più spesso di malattie come il cancro,il morbo di Bright, il Parkinson, le malattie del cuore e delle arterie, ildiabete, le intolleranze alimentari, l’osteoporosi, il colesterolo, i disturbimentali
<span>
</span>
e così via, per non parlare delpauroso e continuo aumento di operazioni di trapianto di reni e fegato, dioperazioni al cuore e alla maggior parte degli organi vitali.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Se da un lato sono quasi scomparse le malattieinfettive, dall’altro aumentano spaventosamente quelle degenerative, ossiaquelle che derivano dalla progressiva degenerazione dei tessuti e degli organidel corpo.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Nella maggior parte dei casi, l’anziano è debolementalmente e fisicamente; ha problemi di vista, di udito, di memoria e diriconoscimento, è fragile e soggetto a tanti disturbi. 
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
In queste condizioni, la vita è più un peso che undono; poche persone vorrebbero vedersi prolungare questa misera vita, fatta didebolezza, sconforto e soprattutto tanta solitudine.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Quindi, non solo la vita umana non si staallungando, ma se togliessimo tutti i medicinali, le cure, i medici ecc. quasinessuno arriverebbe a 50 anni!
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Si tratta quindi di una longevità “artificiale” efasulla, dove il corpo viene mantenuto in vita grazie alla medicina e allatecnologia.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Vedendo quindi questa drammatica situazione dobbiamoconcludere che questa sia la misera conclusione della vita umana?
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Esistono nel mondo alcuni luoghi dove le personevivono
<span>
</span>
anche fino a 160 anni. Neriportiamo diversi casi studiati dagli scienziati:
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>a)&nbsp;<span></span></span></span>Tra il Caucaso e 
<st1:personname productid="la Georgia" w:st="on">
la Georgia
</st1:personname>
 sud-occidentaleesiste una regione chiamata Abchasia, dove le persone vivono in collina con unclima caldo, sono grandi lavoratori, coltivano e si cibano soprattutto difrutta e verdura, raramente mangiano carne, formaggi e latte, non fumano e nonbevono quasi mai alcolici. Le calorie dei loro pasti giornalieri sono inferioridi un terzo rispetto al fabbisogno standard occidentale. Eppure, il loro stiledi vita impegnativo sarebbe impossibile per la maggior parte degli occidentali.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>b) </span></span>Nella regione di Hunza esiste un altro popolo,più conosciuto perché sono stati pubblicati dei libri sulla loro longevità.Anch’essi sono principalmente frugivori, lavorano sodo, hanno pochi animali enon consumano latte e derivati. Vivono ad un altitudine di 
<st1:metricconverter productid="2400 metri" w:st="on">
2400 metri
</st1:metricconverter>
, con invernirigidi e poco cibo, eppure non soffrono di malattie né di debolezza. Una cosamolto particolare, hanno una vita sessuale quasi inesistente; le donnepartoriscono un figlio ogni 5 anni e non hanno altri rapporti sessuali al difuori della procreazione.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>c)&nbsp;<span></span></span></span>In una piccola valle dell’Equador chiamataVilcabamba, a circa 
<st1:metricconverter productid="2.500 metri" w:st="on">
2.500 metri
</st1:metricconverter>
 di altitudine, vive un popolo che si nutre difrutta, patate e frumento, con circa 1.400 calorie giornaliere, lavorandoduramente la terra dall’alba al tramonto.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Questi sono solo alcuni esempi di come la vitaumana, se trova le condizioni idonee, può davvero prolungarsi molto al di làdelle nostre più rosee aspettative.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
I medici confermano sostenendo che il corpo umanopuò vivere tranquillamente per 150-170 anni, anche se, purtroppo, in occidentenon abbiamo quasi nessun caso del genere.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Abbiamo già detto che, nonostante i proclami dellascienza, la vita dell’uomo occidentale non si sta allungando per nulla, masemmai, sta peggiorando qualitativamente.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
In Occidente, si vive meno e peggio di quanto sipotrebbe.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Se però esistono popoli che sono riusciti a vivere alungo e felicemente, e se i medici confermano che la vita è possibile oltre i100 anni, allora significa che come società stiamo sbagliando qualcosa nelnostro stile di vita e che se riuscissimo ad identificare quali sono i fattoriche – se presenti – permettono al corpo di vivere a lungo, potremmo anche noiaspirare ad una vita migliore e più lunga.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Studiando lo stile di vita di questi popoli longevisi possono evidenziare una serie di elementi comuni:
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>1)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>L’alimentazione: 
</em>
</strong>
frutta e verduracrude sono gli alimenti più consumati. I cereali e i semi sono presenti, anchese in proporzione minore, mentre il consumo di prodotti di origine animale èridotto al minimo. Soprattutto, i prodotti raffinati ed elaboratidall’industria sono completamente assenti, così come i pesticidi e i prodottichimici per l’agricoltura. La quantità di cibo è moderata. I pasti sono tre enon si mangia al di fuori di questi.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>2)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Attività fisica:
</em>
</strong>
 Nel 1954 fu fattaun’indagine nelle scuole americane; il 60% dei giovani non riuscì a superare itest fisici, per sovrappeso. Nel 1979 tale cifra raggiunse
<span>
</span>
l’86% e nel 1985 il 90%. Si calcola che tradieci anni oltre il 30% dei giovani sarà obeso. L’obesità non è di per se unamalattia, ma è una porta aperta a tutte le malattie! Questi popoli invecevivono tutto il giorno in movimento.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>3)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Riposo e sonno:
</em>
</strong>
 dormire quanto servee bene è un fattore primario per recuperare la forze spese durante la giornata.I sonniferi non danno riposo ma solo intontimento. Gli stimolanti consumanoulteriormente le energie. Infine, dormire di giorno e essere svegli di notte ècontro natura e non produce riposo.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>4)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Aria fresca e pura:
</em>
</strong>
 l’aria contieneuna miscela benefica di gas e soprattutto l’ossigeno è fondamentale per tuttauna serie di processi metabolici. L’aria di città, inquinata e sporca, èdannosa per la salute. Aria “respirabile” non significa necessariamente aria“sana”. E’ interessante notare che spesso questi aborigeni vivono ad altitudinisuperiori al 
<st1:metricconverter productid="1.000 metri" w:st="on">
1.000 metri</st1:metricconverter>.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>5)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Acqua sana:
</em>
</strong>
 come per l’aria, l’acquadichiarata “potabile” non significa necessariamente “sana”. L’acqua pulitadepura l’organismo e lo libera dalle tossine, mentre l’acqua inquinatacontribuisce a sporcarlo. Questi popoli vivono spesso vicino a fonti d’acquamolto pure.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>6)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Sole:
</em>
</strong>
 la vita non può esistere inmancanza di sole e luce e solo questo fatto dovrebbe farci rifletteresull’importanza di rimanere a pelle nuda al sole durante ogni stagionedell’anno. I vetri delle finestre proteggono dai raggi solari e quindi sonoinutili (20 ore dietro una finestra equivalgono ad un minuto direttamente alsole). 
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>7)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Igiene:
</em>
</strong>
 ci riferiamo sia il corpoche alla mente. Il corpo dovrebbe essere lavato spesso ma in modo semplice,senza shampoo, creme, balsami e saponi artificiali. Anche la mente dovrebbeessere mantenuta pulita dai pensieri negativi, depressi o libidinosi.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>8)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Coltivare la serenità e l’allegria.
</em>
</strong>
I buoni sentimenti sono il cibo dello spirito. Ancora cento anni fa, nellecampagne, durante i lavori e i raccolti, si sentivano le persone cantare e allasera si festeggiava tutti insieme.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>9)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Avere degli interessi:
</em>
</strong>
 una vitasenza obiettivi e mete non vale la pena di essere vissuta e presto la personasi spegne.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>10)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Sposarsi ed avere dei figli:
</em>
</strong>
 le statistiche dimostrano che le persone sposatevivono più a lungo dei “single” e quelle con figli ancora di più. Inoltre, ifigli contribuiscono a dare gioia di vivere e responsabilizzano nei confrontidell’esistenza. Questi popoli longevi basano la loro piccola società propriosulla famiglia; è impensabile che qualcuno non si sposi o non faccia figli.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>11)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Evitare le abitudini dannose:
</em>
</strong>
 è stato dimostrato scientificamente che per ogniabitudine nociva eliminata, come fumo, alcool, droghe, caffè, cacao ecc., si acquistano almeno 3 anni di vita. Gli indiani d’America, quando vennero incontatto con gli europei, iniziarono a bere alcolici e a consumare lo zuccherobianco; si ammalarono e la loro vita media diminuì.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;">
<span><span>12)
<span>
</span>
</span>
</span>
<strong><em>Evitare tutti gli abusi:
</em>
</strong>
 ogni abuso richiede uno sforzo energeticosupplementare che alla lunga indebolisce il corpo e la mente. Tra tutti gliabusi, quelli sessuali sono i peggiori. Una vita moderata ed equilibrata è lamiglior condizione per preservare a lungo l’energia vitale.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<strong>
<em>
<o:p>
</o:p>
</em>
</strong>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Ognuno di questi fattori, se preso da solo, possiedeun minino effetto salutare, ma se si riesce a creare una vita che sia unequilibrio di tutti questi elementi, allora si potrà sperimentare il veropotenziale dell’esistenza.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Ricordatevi che non vivrete a lungo solo perchémangiate bene o perché fate esercizio fisico; la vita è più di tutto questo e vavissuta per intero.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<o:p>
</o:p>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: center;" align="center">
<strong>
<em>
<span style="font-variant: small-caps;">
<o:p>
</o:p>
</span>
</em>
</strong>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: center;" align="center">
<strong>
<em>
<span style="font-variant: small-caps;">
Conclusioni
<o:p>
</o:p>
</span>
</em>
</strong>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Avevamo iniziato il nostro articolo con lariflessione se fosse meglio vivere più a lungo o vivere meglio.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Siamo giunti alla conclusione che i fattori chepermettono di vivere di più sono gli stessi che migliorano qualitativamente lavita!
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
In sintesi:
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: center;" align="center">
<strong>
<em>
un’esistenza sarà tanto più lunga quanto migliore è stata la sua qualità.
<o:p>
</o:p>
</em>
</strong>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-align: center;" align="center">
<strong>
<em>
<o:p>
</o:p>
</em>
</strong>
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Fare una vita sregolata e alla fine cercare un rimedio per vivere a lungo è un controsenso.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
Diffidate di coloro che cercano di convincervidiversamente, proponendo scorciatoie o fantomatici rimedi che in passato eranofluidi ed elisir misteriosi, e che oggi sono le acclamate nuove scopertescientifiche, specchio per le allodole, che ci illudono di poter evitarefurbescamente le conseguenze del nostro vivere squilibrato e smoderato.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
L’uomo può vivere più a lungo di quanto sia vissutofinora, ma per farlo deve seguire le leggi della natura e non invece evitarle.
</p>
<p class="MsoBodyTextIndent">
<br>
<o:p>
<script type="text/javascript" src="http://www.diggita.it/evb/button.php"></script></o:p></p>
				]]>
        </summary>

        <id>http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1616025.html</id>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1616025.html"/>
        <published>2007-09-17T07:18:00Z</published>
        <updated>2007-09-17T07:18:00Z</updated>
        
          <author>
            <name>
              salutenaturale
            </name>
          </author>        

          </entry>
      
      <entry>

        <title type="html"><![CDATA[I fattori della salute]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font color="#000080" face="Arial" size="1">(tratto dal libro "<a href="http://www.ricerchedivita.it/nostrepubblicazionisaluteglobale.htm" target="_blank"><u>Verso una salute globale</u></a>" di Giacomo e Nadia Damilano Bo, Re Nudo edizioni 2006, 297 pag., 16 euro)<br><br></font>“La Natura è un flusso in costante trasformazione, e la salute è armonia nel flusso”<br>(Carlo Guglielmo)<br><br><img src="../../../mediamanager/sys.user/53228/stradasalute.jpg" height="331" width="263"><br><br>Tenendo presente quanto detto in precedenza, ossia che la salute è un fattore intrinsecamente legato alla vita stessa e alle leggi che la governano, possiamo identificare una serie di fattori determinanti:<br><br>•&nbsp;&nbsp; <strong>&nbsp;Fattori genetici</strong>: il DNA che si eredita dai genitori proviene da una lunga catena evolutiva attraverso la quale esso si è rafforzato e migliorato. Lo studio del DNA è ai tempi nostri ancora agli albori e probabilmente in futuro si faranno eccezionali scoperte rispetto al ruolo e alla funzioni che riveste nel corpo umano. Per ora ci limitiamo a dire che la costituzione generale, ossia la forza di un corpo, è strettamente collegata a questa molecola che è il “regista” di tutto l’organismo.<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<strong>Alimentazione</strong>: il corpo è costituito da ciò che si mangia. Proteine, amidi e zuccheri, grassi, vitamine, sali minerali e altri elementi minori compongono ogni singola parte del corpo umano. Migliore sarà la loro qualità, più efficiente e più in salute sarà l’organismo umano.<br>•&nbsp;&nbsp; <strong>&nbsp;Aria</strong>: si tratta di una miscela di gas di cui l’ossigeno è il più importante e indispensabile. Le sue funzioni nel corpo sono molteplici e tutte fondamentali. Più l’aria è pura, ossia priva di gas nocivi come quelli prodotti dall’inquinamento, maggiore sarà la quantità di ossigeno presente, con effetti notevoli sulla salute generale.<br>•&nbsp;&nbsp; <strong>&nbsp;Acqua</strong>: spesso ci dimentichiamo che il corpo è composto per circa il 60-70% di acqua, le cui funzioni sono tutte fondamentali. Pasteur era solito affermare: “Noi beviamo il 90% delle nostre malattie”.<br>•&nbsp;&nbsp; <strong>&nbsp;Sole</strong>: la vita si sviluppa e cresce in funzione della luce solare. I suoi raggi attivano processi miracolosi nel corpo che solo in parte sono oggi conosciuti e studiati.<br>•&nbsp;&nbsp; <strong>&nbsp;Movimento</strong>: l’accumulo di tossine nel corpo a causa del metabolismo è la principale causa di invecchiamento e malattia. Il movimento fisico contribuisce in misura determinante allo smaltimento di tali tossine.<br>•&nbsp;&nbsp; <strong>&nbsp;Riposo</strong>: la qualità più che la quantità di risposo aiuta il corpo a rigenerarsi e a sostenere i molteplici impegni che la vita quotidiana richiede.<br>•&nbsp;&nbsp; <strong>&nbsp;Igiene</strong>: molte malattie provengono da una mancanza di igiene. Basti pensare alle carie dentali, ai parassiti e alle infezioni.<br>•&nbsp;&nbsp; <strong>&nbsp;Buone relazioni</strong>: elemento spesso sottovalutato, avere delle buone relazioni con gli altri, soprattutto con i parenti e le persone che amiamo, basate sull’amore e sull’aiuto reciproco, ci nutre interiormente e ci carica di energia vitale.<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<strong>Famiglia e figli</strong>: lo scopo fondamentale della natura vivente – e quindi il valore più profondo della vita, in tutte le sue forme - è la riproduzione. Creare una famiglia serena e felice, avere e crescere dei figli e vivere circondati dal loro affetto, contribuisce in misura determinante a mantenere una condizione di salute globale.<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<strong>Ambiente in cui si vive</strong>: elemento spesso sottovalutato, l’ambiente che ci circonda è responsabile della nostra salute psicofisica. Non a caso, un paesaggio di mare, di montagna o comunque immerso nella natura può essere di grande aiuto per ritrovare la salute.&nbsp; Ambienti malsani, costruiti con materiali artificiali, lontani da spazi verdi e privi di armonia ed ordine hanno un effetto pesante sull’equilibrio psico-fisico.&nbsp; Senza considerare che esistono fonti di inquinamento, come quello sonoro o l’elettrosmog, la cui incidenza è ancora poco conosciuta .<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<strong>Fattori Psicologici</strong>: “Mens sana in corpore sano” dicevano i latini ed avevano ragione. Sempre più studi scientifici mettono in luce la relazione tra la mente e il corpo (malattie psicosomatiche) e tra corpo e la mente (malattie somatopsichiche). Come il corpo vivendo accumula tossine che ne compromettono le funzioni di base, così una mente intossicata non può funzionare correttamente con gravi danni per tutto l’organismo umano.<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<strong>Spiritualità</strong>: con questo termine intendiamo qualunque attività che sia di beneficio e di nutrimento interiore. E’ nostra ferma convinzione che l’essere umano non sia solo un corpo e una mente, ma che abbia una natura spirituale, che permea e trascende il corpo e la mente e che ha bisogno di esprimersi e di trovare la propria realizzazione. Vivere un’esistenza priva di valori elevati e di scopi profondi conduce lentamente allo spegnimento della vitalità e del desiderio di vivere.<br><br><br>A ben vedere, abbiamo di fronte una lunga lista di fattori che richiede una serie di riflessioni profonde.<br>Risulta evidente che la salute non dipende da un singolo elemento, ma dalla somma di svariati fattori, ed è per questo che parliamo di <strong>salute globale</strong>. Questa particolare condizione viene di solito ignorata dalla medicina ufficiale, ma anche dalle terapie naturali che si concentrano spesso su un singolo elemento.<br>Bere acqua pura o mangiare cibo sano e poi vivere in una città e passare ore davanti alla televisione è un controsenso.<br>La medicina ufficiale considera il corpo umano alla stregua di una macchina che quando si rompe occorre riparare. La sua grave lacuna è quella di non vedere che all’interno di questo corpo risiede un individuo, una forza, un elemento vitale frutto di milioni di anni di evoluzione, il cui scopo è la vita stessa. Così, invece di sostenere la forza vitale, come fanno le terapie naturali, la medicina gli si oppone attraverso cure e farmaci più dannosi che salutari.<br><br>Analizzando in modo obbiettivo lo stato di ognuno di questi fattori all’interno della nostra vita possiamo comprendere quanto siamo distanti dalla salute e perché – per quanti sforzi facciamo – non riusciamo mai a stare veramente bene.<br>Vivere in salute richiede scelte e cambiamenti, perché lo stile di vita moderno mal si abbina con i principi della natura. In questi ultimi cento anni, l’uomo ha prodotto una profonda trasformazione della società, dell’ambiente e dello stile di vita. Dalle campagne si è giunti in città sempre più grandi, l’agricoltura è stata soppiantata dall’industria, gli spostamenti avvengono in automobile, le relazioni sono sempre più telematiche. Tutti i fattori che incidono sulla salute hanno subito un netto peggioramento.<br>Abbiamo guadagnato molto in termini di benessere materiale, di comodità e di sicurezza, ma il prezzo che stiamo pagando è il peggioramento globale della nostra condizione che si nota con il moltiplicarsi di malattie che solo nel secolo precedente erano quasi sconosciute: diabete, cancro, obesità, allergie alimentari, colesterolo, disturbi mentali… queste vengono chiamate <em>malattie del benessere</em>.<br><br>L’uomo persevera nello stile di vita moderno perché presume che la medicina e la scienza troveranno prima o poi la soluzione a tutti i malanni, oppure, ancora più stoltamente, crede di essere un’eccezione alle leggi della vita.<br><br><strong>Non esistono eccezioni.</strong><br><br><font color="#000080" face="Arial" size="1">(tratto dal libro "<a href="http://www.ricerchedivita.it/nostrepubblicazionisaluteglobale.htm" target="_blank"><u>Verso una salute globale</u></a>" di Giacomo e Nadia Damilano Bo, Re Nudo edizioni 2006, 297 pag., 16 euro)<br><br><br></font>            
				]]>
        </summary>

        <id>http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1604265.html</id>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1604265.html"/>
        <published>2007-09-06T10:38:00Z</published>
        <updated>2007-09-06T10:38:00Z</updated>
        
          <author>
            <name>
              salutenaturale
            </name>
          </author>        

          </entry>
      
      <entry>

        <title type="html"><![CDATA[Perché ci ammaliamo?]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  "La salute non è solo assenza di malattia, quanto, piuttosto, uno stato di benessere globale che investe la sfera fisica, mentale, sentimentale e sociale."<br><div align="right"><em>O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità)<br><br></em></div><br><div align="center"><img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/53228/salutelavanda.jpg" height="181" width="287"><br></div>&nbsp;<br><br>Spesso ci sarà capitato di camminare in un bosco e di notare stupiti come gli alberi siano tutti in salute; raramente capita di trovarne uno malato.<br><br>Allo stesso modo, gli animali di un branco o una mandria che vivono indisturbati nel proprio ambiente, sono sani e vitali.<br><br>Chi si prende cura di loro? Non ci sono medici, medicine, ospedali, cure... eppure stanno tutti bene.<br><br>La risposta è semplice: la natura. Non si tratta di un'entità sovrastante, bensì dell'insieme in equilibrio di tutti gli esseri viventi. Così, le piante sono difese dal bosco, gli animali dall'ambiente in cui vivono. La natura si prende cura di coloro che vivono in armonia con i suoi principi.<br><br>Gli Indiani d'America erano circa 1,5 milioni distribuiti per tutto il territorio che oggi corrisponde grosso modo agli Stati Uniti. Un numero pressapoco uguale alla popolazione di una città come Torino. Tra questi "selvaggi", non abbiamo mai trovato medicine, case di cura e nemmeno medici, in quanto lo sciamano era prima di tutto un guaritore spirituale e si limitava a curare le ferite dovute alle lotte o a incidenti. Semplicemente, non c'erano medicine perché non c'erano malattie.<br><br>Se passeggiamo per una città come Torino, noteremo molte farmacie e tanti ospedali, per non parlare del numero di medici che operano sul territorio e dello spaventoso numero di persone malate.<br><br>Gli Indiani d'America sono esseri umani come gli abitanti di Torino... quindi dov'è la differenza?<br><br>La risposta è di nuovo molto semplice: nello stile di vita. Gli Indiani vivevano in armonia con i principi della natura, mentre l'uomo moderno ha abbandonato quello stile di vita naturale per uno artificiale e finto, richiedendo al corpo e alla mente uno sforzo enorme per adattarsi in un tempo così breve.<br><br>Da oltre 15 anni stiamo conducendo una ricerca approfondita sulla salute e su come sia possibile raggiungerla ripristinando il fondamentale equilibrio con la natura tenendo ovviamente conto dei tempi moderni in cui viviamo.<br><br>Il fulcro fondamentale della nostra ricerca sono l'alimentazione e lo stile di vita, che comprende molti aspetti come l'ambiente, le relazioni, l'igiene, la cura dei bambini, il sistema corpo-mente e la cura di se stessi.<br><br>Abbiamo voluto creare questo blog dedicato proprio alla salute naturale per tutti coloro che sono alla ricerca non solo di una vera guarigione per le proprie malattie, ma di uno stile di vita più sano e completo, che prenda in considerazione tutti gli aspetti dell'essere umano.<br><br><br>
				]]>
        </summary>

        <id>http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1577187.html</id>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://SaluteNaturale.ilcannocchiale.it/post/1577187.html"/>
        <published>2007-08-06T16:53:00Z</published>
        <updated>2007-08-06T16:53:00Z</updated>
        
          <author>
            <name>
              salutenaturale
            </name>
          </author>        

          </entry>
      
</feed>

